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Turisti da Chicago, Londra e Nuova Zelanda: chef Abou Zaki ambasciatore delle bellezze locali

Porto San Giorgio parla sempre più lingue. E non è una metafora. Lo scorso weekend tra i tavoli di piazza, lungomare o le vie del borgo si sono incrociati i accenti provenienti da Chicago, Londra e perfino dalla Nuova Zelanda. Un flusso internazionale che trova un punto di riferimento preciso: lo chef stellato Richard Abou Zaki, anima e volto del ristorante Retroscena.

Richard Abou Zaki head chef di Retroscena

È lui, oggi, uno dei principali ambasciatori della città nel mondo. “Chi viene qui si innamora di Porto San Giorgio, delle sue bellezze, del territorio”, racconta Abou Zaki sempre più protagonista anche fuori dai confini italiani. Lo chef è infatti una delle nuove star della televisione romena grazie al programma “Chefi la cuțite“, format che richiama per popolarità e dinamiche il modello di MasterChef Italia e che sta contribuendo a esportare la sua cucina, e con essa il nome della città, su scala internazionale.

Un successo mediatico che si intreccia con quello imprenditoriale. “Chi entra nel mio locale porta a casa un’esperienza culinaria, ma anche l’autenticità di una città accogliente, bella da vivere e da scoprire”, spiega lo chef. Non solo piatti, dunque, ma racconto del territorio: un viaggio che parte dalla tavola e si allarga ai vicoli, alla quotidianità e all’identità di Porto San Giorgio località di mare.

Da qualche mese Abou Zaki è presente anche nelle librerie con la sua biografia, Cooking My Dreams, un percorso personale e professionale in cui trova spazio anche il legame profondo con la città marchigiana. Qui ha costruito il suo progetto, qui ha portato la stella Michelin, qui continua a lavorare per inserire Porto San Giorgio tra le tappe della cucina italiana d’eccellenza.

Il risultato è tangibile: turisti che arrivano, scoprono, raccontano e ritornano. Un passaparola globale che si traduce in presenze e curiosità. “È un bell’inizio di stagione dal punto di vista turistico – conclude Abou Zaki – vedo e sento fiducia verso le Marche, verso la nostra città”.

E forse è proprio da qui che bisogna ripartire: da chi Porto San Giorgio la vive, la racconta e la rende desiderabile agli occhi del mondo.