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Solennitá di San Giorgio, il Vescovo: superare le fragilitá con fede e appartenenza

Una comunità che si stringe attorno al proprio Patrono, ma che allo stesso tempo è chiamata a interrogarsi su sé stessa, sulle proprie fragilità e sul senso più profondo dell’appartenenza. È questo il cuore del messaggio lanciato da dal Vescovo di Fermo Monsignor Rocco Pennacchio durante la Santa Messa in onore di San Giorgio Martire.

“Siamo vittime di ostracismi e imbarazzi – ha detto nell’omelia Monsignor Pennacchio -. Vivere nelle tribolazioni per aumentare la speranza, convertirci alla ritualità di San Giorgio che non ha esitato a donare la vita per la fede. Da fedele funzionario è l’esempio da seguire per sconfiggere il male”. Parole intense, che richiamano alla responsabilità personale e collettiva, pronunciate davanti a una chiesa gremita.

La chiesa di San Giorgio

Una celebrazione molto partecipata, a partire dal popolo sangiorgese, con la presenza delle associazioni di primo intervento – Protezione Civile e Croce Azzurra – insieme ai ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado e alle società sportive del territorio. Un colpo d’occhio che racconta una comunità viva, capace di ritrovarsi nei momenti identitari.

Il Vescovo Pennacchio con i sacerdoti concelebranti

La funzione è stata concelebrata dal parroco don Mario, insieme a don Enrico, don Pietro della parrocchia Gesù Redentore, don Piero della Sacra Famiglia e dal sacerdote sangiorgese don Mario Malloni.

Le autorità civili e militari

In prima fila le autorità civili e militari. Il sindaco Valerio Vesprini ha accolto il Prefetto Edoardo D’Alascio e il Questore Eugenio Ferrario, affiancati dai rappresentanti delle forze dell’ordine: Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, Polizia Locale e Vigili del Fuoco.

Foto al termine della Santa Messa

Presenti anche le delegazioni straniere delle città gemellate con Porto San Giorgio: Nymburk (Repubblica Ceca), Serrano (Argentina), Biograd (Croazia) insiene a Bar (Montenegro), segno di un legame che supera i confini e rafforza il valore dell’incontro tra comunità.

Una celebrazione solenne, dunque, ma anche un momento di riflessione. Perché il richiamo del Vescovo non è rimasto confinato alla liturgia: è un invito concreto a superare divisioni, chiusure e diffidenze, riscoprendo nello spirito di San Giorgio il coraggio di una fede che diventa azione, esempio e speranza condivisa.