Non più presidi delle forze dell’ordine, ma una responsabilità condivisa che coinvolga famiglie, scuole, istituzioni e operatori economici. È questo il messaggio lanciato dal nuovo Questore della provincia di Fermo, Eugenio Ferraro, intervenendo sul tema delle risse tra giovani e del consumo eccessivo di alcol, fenomeno che riguarda sempre più spesso anche i minori.
Secondo il nuovo Questore, il problema non può essere affrontato esclusivamente con una maggiore presenza di polizia sul territorio. «La sicurezza – ha spiegato – nasce prima di tutto dalla responsabilità individuale e collettiva». Un richiamo diretto, innanzitutto, ai genitori, chiamati a vigilare sui propri figli, soprattutto nelle ore serali e notturne. «Sapere dove sono, con chi e cosa fanno dopo una certa ora è un dovere educativo», ha sottolineato Ferraro.

Un ruolo centrale spetta anche alle istituzioni, che dovrebbero investire in campagne di sensibilizzazione nelle scuole, lavorando sulla prevenzione e sostenendo le famiglie che vivono situazioni di disagio sociale o educativo. La cultura della legalità, secondo il Questore, si costruisce nel tempo e parte proprio dai più giovani.
Non meno importante è la responsabilità degli operatori dei locali pubblici. Ferraro ha ricordato come le leggi che vietano la somministrazione di alcol ai minori esistano già e siano chiare. «Chi serve da bere deve farlo con coscienza – ha affermato – perché anche da lì passa la sicurezza delle nostre città».
Sul fronte operativo, la Polizia continuerà a utilizzare gli strumenti a disposizione: sistemi di videosorveglianza, controlli mirati e l’applicazione rigorosa delle norme vigenti. Ma l’azione repressiva, da sola, non basta.
Proprio per questo, dopo le festività natalizie, il Questore Ferraro ha annunciato l’avvio di una serie di incontri con gli operatori economici di ogni città della provincia, con l’obiettivo di costruire un vero e proprio patto di collaborazione. Un’alleanza tra forze dell’ordine, amministrazioni locali e mondo del commercio per prevenire situazioni di rischio e promuovere un divertimento sano e responsabile.
Un cambio di approccio chiaro: meno emergenza e più rete, perché la sicurezza è un bene comune che si costruisce insieme.
