“Ho pubblicato video e foto dei ragazzi per mostrare ad altri malintenzionati che oggi, con i sistemi di vigilanza e sicurezza, nessuno la può fare franca”. A parlare è Germano Cappelli, titolare del ristorante Stern, che l’altro ieri ha pubblicato sui social le immagini dei giovani che hanno consumato un pranzo nel suo locale per poi allontanarsi senza saldare il conto.
L’episodio ha suscitato numerose reazioni sui social network e tutte di condonna. “Sono arrivati e hanno chiesto un tavolo. Tra i due disponibili hanno scelto quello più appartato, all’angolo del dehors – racconta Cappelli –. Hanno ordinato un pranzo a base di pesce: alcuni antipasti, primi piatti e una frittura. Verso la fine del servizio, quando nell’area esterna non c’era ormai più nessuno, hanno chiesto i caffè al cameriere. Ed è stato proprio in quell’attimo che hanno approfittato della situazione a pochi metri utilizzando l’uscita di sicurezza per poi dileguarsi nel nulla”.
Un conto di circa cento euro che è rimasto insoluto e che ora potrebbe trasformarsi in una vicenda giudiziaria grazie alle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza.
“Purtroppo è un fenomeno che sta crescendo sempre di più – continua il ristoratore –. La cronaca è piena di episodi simili avvenuti tra Marina Palmense, Civitanova Marche, San Benedetto del Tronto e Porto Recanati. Questa gente deve capire che noi il prodotto lo paghiamo, così come paghiamo il personale. A chi è davvero in difficoltà un piatto di pasta non lo neghiamo, ma noi ristoratori non possiamo essere presi per i fondelli».
Sulla scelta di pubblicare le immagini sui social, Cappelli non ha dubbi: “è questa la vera punizione. In casi come questi la legge cosa può fare concretamente? Dopo la pubblicazione del video ho ricevuto tantissime telefonate di solidarietà e qualcuno mi ha perfino fornito possibili generalità dei ragazzi. Quello che più mi angoscia è che si tratta di adolescenti. C’è il rischio che certi comportamenti vengano considerati una bravata, quando invece dietro c’è una totale mancanza di rispetto per il lavoro degli altri».
L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e sui cosiddetti “furbetti del conto”, un fenomeno che, secondo gli operatori del settore, starebbe interessando con sempre maggiore frequenza le attività della costa marchigiana.
