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Porto turistico, approvate le tariffe 2026 tra gestione in house e nodi ancora aperti

La Giunta comunale ha approvato le tariffe 2026 del porto turistico “San Giorgio Marina”, recependo la proposta avanzata dalla società partecipata SGDS Multiservizi Srl, attuale gestore in house dello scalo sangiorgese. La delibera, la numero 291 del 5 dicembre 2025, rende il provvedimento immediatamente eseguibile e lo collega direttamente al bilancio di previsione 2026–2028. Un passaggio tecnico necessario, ma che si inserisce in un contesto politico e amministrativo tutt’altro che lineare.

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Come sono state definite le tariffe

Il nuovo tariffario si fonda su criteri dichiarati di copertura integrale dei costi di gestione, tenendo conto sia delle spese dirette che di quelle indirette sostenute dal concessionario. Le tariffe variano in base alle dimensioni del posto barca, alla durata dell’ormeggio (annuale, estivo, invernale), alla classe dell’imbarcazione, alla stagionalità (alta, media o bassa) e ai servizi accessori, sia a terra che a mare.

Le tariffe sono ricalcate su quelle applicate nel 2025. Per tutta la durata dell’affidamento temporaneo è inoltre escluso l’adeguamento ISTAT.

Il quadro amministrativo

La delibera arriva dopo una lunga e complessa vicenda che ha visto la decadenza del precedente concessionario, confermata da una sentenza del Consiglio di Stato, l’affidamento in house della gestione del porto alla SGDS Multiservizi Srl e una concessione temporanea di due anni, con eventuale rinnovo di un ulteriore anno.

Una gestione definita “transitoria” che, però, rischia di diventare strutturale senza una chiara prospettiva di lungo periodo.

Le criticità politiche

E’  proprio qui che emergono le principali criticità politiche. L’approvazione delle tariffe, pur legittima e necessaria, avviene in assenza di un dibattito  approfondito sul futuro del porto e senza discussiome con la commissione: modello di sviluppo, investimenti, ruolo strategico dello scalo per l’economia cittadina.

L’affidamento in house, difeso dall’amministrazione come soluzione di continuità e controllo pubblico, viene invece visto da parte dell’opposizione come una scelta tampone, che rinvia il problema senza risolverlo. La definizione delle tariffe diventa così un atto tecnico che copre una mancanza più ampia: una visione politica chiara sul porto.

Le ombre amministrative

Dal punto di vista amministrativo, la delibera chiarisce che la determinazione delle tariffe e la gestione dei servizi competono interamente al concessionario SGDS. Il Comune mantiene un ruolo di indirizzo e controllo, ma resta il nodo della trasparenza sui costi reali, sulla sostenibilità economica del servizio e sull’equilibrio tra interesse pubblico e gestione aziendale.

Inoltre, il carattere temporaneo della concessione solleva interrogativi: quanto si può programmare, investire e migliorare un’infrastruttura strategica con un orizzonte così limitato? E soprattutto quando si comincerá a parlare del nuovo bando?