In evidenza Today

Piazza Mentana, gli ambientalisti: ancora strage di alberi, progetto da riconsiderare

“Riconsiderare il progetto di piazza Mentana”. L’appello arriva dal cartello di ambientalisti composto dal Comitato di viale Cavallotti, Fiab Costa Macerata Fermo, Italia Nostra, Legambiente e Circolo Terramare che stamane dai locali della Società Operaia hanno lanciato un documento dove evidenziano le criticità architettoniche, ambientali e culturali del progetto della storica piazza sangiorgese che l’amministrazione comunale si appresta ad appaltare.

Il primo argomento toccato è il metodo che ha portato alla definizione progettuale di piazza Mentana.

“Nessun coinvolgimento di residenti, operatori o categorie  – dice la portavoce Luciana Luciani – nessuna forma di partecipazione. Se un’amministrazione vuol dirsi democratica dovrebbe essere attenta al coinvolgimento dei cittadini”.

Poi c’è l’aspetto ambientale. “È previsto l’abbattimento di 11 alberi ad alto fusto,  sani, bellissimi senza problemi di salute – spiega il comitato –  un taglio senza alcuna motivazione e senza alcuna giustificazione, se non nell’ambito di una riprogettazione della piazza. Lo dicono gli scienziati, non noi: le piante sono esseri viventi e il loro ciclo va rispettato, la distruzione del patrimonio verde non può essere un atto funzionale al progetto. La distruzione riteniamo debba essere l’ultima delle decisioni di una  amministrazione comunale. Pensiamo a tutto il filare di pini che è ai lati di Piazza Mentana, quasi dei segnaposti dei parcheggi laterali: non saranno inglobati al nuovo concetto di piazza, saranno lasciati tra l’asfalto mentre noi diciamo che dovrebbero rientrare nel perimetro progettuale, fino ai marciapiedi delle case. Questo delle piante è un punto centrale: sono stati previsti piccoli alberelli, poco ambrosi e confinati tra vasconi di cemento e travertino che faranno da sedute. Non avremo un parco urbano verde, senza ombra”.

E poi la pavimentazione. “Piazza Mentana ha il terriccio come tutte le piazze di fine Ottocento primi Novecento – ha sottolineato la Luciani – anche per la funzione drenante. Qui si sceglie la terra battuta:  riduzione della permeabilità, favorendo così la salinizzazione del sottosuolo.  L’unicum paesaggistico che parte da villa Bonaparte fino a piazza Mentana verrà meno. Il concetto storico dei giardini della città va tutelato, ricostruito e riprogettato per la storicità dei luoghi di Porto San Giorgio. Come la connessione tra piazza Mentana e lungomare che non può essere un sito di auto parcheggiate, un ripostiglio per bidoni dell’immondizia o sede di giostrine”.

Non ultima c’è la questione gazebo della gelateria. “Una scelta ad personam prima bocciata dalla Soprintendenza poi rivista con una scelta di compromesso metà dentro e metà fuori. Scelta illegittima. Poteva essere considerato uno spazio leggero, meno invasivo, con ombrelloni e paravento per favorire l’attività commerciale. Oggi parliamo alla stampa perché il comune legga e capisca l’importanza di una riflessione e di una revisione”.

Il rendering della nuova piazza Mentana

Per Lorenzo Trentuno di  Italia Nostra “il progetto non ha tenuto in considerazione le preesistenze del luogo. Il verde effettivamente è stato più volte modificato e fatta poca manutenzione, però questa non deve essere una scusa per ripartire da un foglio bianco come se la storia di Piazza Mentana non fosse esistita e come se non fosse possibile ricostruire il suo concetto.  Questo è il nostro invito che facciamo al professionista e al comune, insieme  all’allargamento del perimetro fino al fronte abitazioni. Tenere fuori i pini è  da riconsiderare”.

Luigi Silenzi invece punta il dito sulla mancata ripiantumazione del verde: “da Bambinopoli a via Nazario Sauro, da viale Cavallotti a piazza Torino: da anni ed anni si taglia senza mettere a dimora nuove essenze come fanno altre cittá. Perché?? Ecco questa è la mia esortazione”.