Il domani del Partito Democratico nel Fermano è già iniziato. La pesante sconfitta alle recenti elezioni comunali di Fermo, dove i Dem a sostegno della candidata sindaca Angelica Malvatani si sono fermati a un modesto 8%, ha aperto inevitabilmente la fase della riflessione e della ricostruzione politica.
La priorità, ora, è rimettere in piedi il partito partendo dalla struttura organizzativa. Il primo tassello da ricomporre è infatti quello della segreteria provinciale, attualmente affidata al commissarioAndrea Gnassi, e destinata a diventare il centro delle future strategie in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, tra cui spiccano le politiche e le comunali del 2027 a Porto San Giorgio.
Nei giorni scorsi c’è stato un primo summit tra esponenti del partito provenienti da diverse realtà del territorio nel quale è stato tracciato il perimetro entro cui lavorare per arrivare a una soluzione condivisa.
Il nome che continua a circolare con maggiore insistenza è quello di Nicola Loira. L’ex sindaco di Porto San Giorgio rappresenta una figura di esperienza, conosce il partito e viene considerato da molti un profilo capace di tenere insieme le diverse anime democratiche. Una candidatura che potrebbe prendere ulteriormente quota dopo il passo indietro di altri possibili pretendenti, come Francesco Giacinti, espressione dell’area calzaturiera, e Stefano Pompozzi, riferimento della media Valtenna.
Attorno a Loira esiste un consenso territoriale significativo, ma non ancora quell’unanimità che potrebbe convincerlo definitivamente a scendere in campo. Proprio questa mancanza di una convergenza piena avrebbe portato l’ex sindaco sangiorgese a manifestare alcune perplessità. Un “no” che, tuttavia, non viene considerato definitivo dagli addetti ai lavori.
L’alternativa porta al nome di Renzo Interlenghi. Anche in questo caso, però, la strada appare in salita. Pur godendo di stima all’interno del partito, viene percepito da alcuni come espressione di un’area più marcatamente di sinistra, elemento che al momento non favorirebbe quella larga convergenza ritenuta necessaria per affrontare una fase tanto delicata.
Per questo motivo la partita resta aperta. Molto dipenderà dalla capacità delle varie correnti e sensibilità democratiche di trovare una sintesi. Una convergenza ampia potrebbe infatti convincere Loira a superare le proprie riserve e ad assumere la guida del partito provinciale ma le probabilità sono ridotte al lumicino.
Una scelta che avrebbe inevitabili conseguenze anche sugli equilibri futuri. La conquista della segreteria provinciale proietterebbe infatti Loira tra i candidati naturali del Pd alle prossime elezioni regionali, rendendo di fatto incompatibile una sua eventuale discesa in campo per la corsa a sindaco di Porto San Giorgio nel 2027.
E proprio qui si apre un altro capitolo ancora tutto da scrivere. Perché mentre il Pd cerca il proprio nuovo timoniere, sullo sfondo resta la partita delle amministrative sangiorgesi, dove la scelta del segretario provinciale potrebbe incidere in maniera determinante sugli assetti e sulle candidature del centrosinistra. In pole position c’è sempre Nicola Loira al cui fianco c’è il nome di Catia Ciabattoni, poi Carlo Paci. La soluzione potrebbe essere le primarie ma col rischio di creare ripercussioni sugli alleati. Una strategia delicata con i primi sondaggi già partiti.