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Pd in cerca di alleati, iniziate le grandi manovre per le comunali. Primarie o candidato diretto?

Comune

Il Partito Democratico rompe gli indugi e inizia a muovere i primi passi in vista delle amministrative del 2027. Lo fa con un metodo classico ma tutt’altro che scontato: il confronto. Sono infatti partiti in questi giorni una serie di incontri con le forze politiche e civiche dell’area progressista, con l’obiettivo dichiarato di costruire una coalizione larga e competitiva per tornare al governo della città.

A guidare questo primo giro di consultazioni è una delegazione rappresentativa delle diverse anime del partito: la segretaria facente funzioni Roberta Bonanno, subentrata dopo le dimissioni di Michele Amurri, il consigliere comunale Christian De Luna in quota Giovani Democratici e due figure di esperienza come Andrea Di Virgilio e Claudio Brignocchi. Un mix tra rinnovamento e memoria storica, nel tentativo di tenere insieme identità e prospettiva.

L’obiettivo è chiaro: aggregare. Il Pd apre ufficialmente alla cosiddetta società civile, lasciando intendere che il candidato sindaco potrebbe anche non essere espressione diretta del partito. Allo stesso tempo, non viene esclusa l’ipotesi di primarie di coalizione, uno strumento che potrebbe servire sia a legittimare la leadership sia a ricompattare un fronte che, negli ultimi anni, ha mostrato più di una crepa.

Sui nomi, però, per ora bocche cucite. Ufficialmente. Perché sotto traccia le manovre sono già iniziate e le suggestioni non mancano. La sensazione diffusa è che, al di là delle ambizioni personali, ci sia una sola figura in grado di fare davvero da collante: quella dell’ex sindaco Nicola Loira. Dopo l’esperienza alle Regionali, Loira aveva escluso un ritorno per un terzo mandato, ma in politica, si sa, le posizioni possono cambiare, soprattutto se si profila l’idea di un “salvatore della coalizione”.

Accanto a lui, iniziano a circolare altri nomi. C’è Catia Ciabattoni, che non ha mai nascosto la volontà di giocarsi la partita. C’è Carlo Paci, già pronto al salto nel 2022 e rimasto alla finestra. E nelle ultime ore prende quota anche il nome di Massimo Valentini, presidente della Compagnia delle Opere, figura esterna ai partiti ma potenzialmente capace di intercettare mondi diversi.

Il cantiere è aperto. E, come spesso accade, la partita vera si giocherà tutta nei prossimi mesi: tra tavoli, equilibri, ambizioni e  soprattutto  capacità di sintesi. Perché se è vero che il Pd è ripartito, è altrettanto vero che vincere non dipenderà solo da chi guiderà la coalizione, ma da quanto questa riuscirà a presentarsi unita e credibile agli occhi della città.