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PD fermano, il dopo Piermartiri è Nicola Loira? Ecco i papabili alla segreteria cittadina

Le dimissioni di Luca Piermartiri da segretario provinciale del Partito Democratico di Fermo segnano un passaggio politico tutt’altro che secondario. Il “post regionali” sta travolgendo i vertici marchigiani del partito e anche nel Fermano si apre una fase nuova, fatta di riflessioni, riposizionamenti e – inevitabilmente – di nomi.

Piermartiri paga un risultato elettorale che ha messo in discussione l’attuale assetto del PD provinciale. Un epilogo che molti, nella base democratica, ritenevano ormai inevitabile e che oggi apre ufficialmente il cantiere del futuro.

E proprio al futuro guarda il partito fermano, che nelle ultime ore ha iniziato a ragionare sulla nuova guida provinciale. Tra i nomi più accreditati circola con insistenza quello di Nicola Loira, figura che gode di una stima trasversale nei circoli del territorio, come testimoniato anche dal consenso raccolto alle ultime elezioni regionali. Un profilo apprezzato non solo dalla base ma anche da esponenti di primo piano del partito, a partire dal senatore Francesco Verducci.

La possibile candidatura di Loira viene letta come una scelta di discontinuità rispetto all’asse Piermartiri–Cesetti, un cambio di passo che molti iscritti e militanti chiedono con forza: meno correnti, più partito; meno equilibri interni, più radicamento territoriale.

Il contesto, del resto, impone scelte rapide e solide. Fermo deve iniziare a pensare alle elezioni comunali di primaverai, un appuntamento decisivo che richiede una segreteria forte, autorevole e capace di fare sintesi. In questo quadro si è indebolita l’ipotesi alternativa rappresentata da Aronne Perugini, esponente di Montegranaro che nei giorni scorsi si è autoescluso dal Partito Democratico uscendo di fatto dal perimetro della discussione politica interna.

Loira, al contrario, rappresenterebbe una figura di garanzia: capace di traino, riconosciuta come “uomo di partito”, con un profilo politico chiaro e una storia interna che parla ai circoli e agli amministratori locali. Una leadership meno personalistica e più collettiva, in linea con quanto oggi chiede la base democratica.

Il PD fermano è dunque a un bivio. Le dimissioni di Piermartiri chiudono una fase, ma soprattutto ne aprono un’altra: quella in cui il partito dovrà dimostrare di saper leggere i segnali arrivati dalle urne e di saper costruire, a partire dal territorio, una nuova credibilità politica. Linea sulla quale sta lavorando anche la segreteria sangiorgese chiamato a disegnare il dopo Michele Amurri che ha chiuso il suo mandato. I nomi più accreditati sono quelli di Roberta Bonanno attuale vice segretario, Giacomo Clementi e Carlo Paci. Il nuovo coordinatore comunale dovrà prendere in mano le redini delle amministrative 2027 quando Porto San Giorgio tornerà alle urne. Escluso oramai un Loira-ter il candidato sindaco potrebbe passare attraverso le primarie.