È stato presentato questa mattina il Piano Regolatore Generale (PRG) in formato digitale consultabile online da cittadini e tecnici sul sito del Comune. È free e basta avere i dati catastali per individuare l’area di interesse. Un risultato definito “storico” dal sindaco Valerio Vesprini e frutto di un lavoro lungo e complesso durato circa un anno.
«Era un punto fondamentale del nostro programma elettorale – ha spiegato il sindaco –. Porto San Giorgio aveva un piano regolatore approvato nel 1996, mai completamente aggiornato e soprattutto non consultabile online. Una situazione anomala se pensiamo che quasi tutti i Comuni, anche più piccoli del nostro, già da anni offrono questo servizio».
Il problema non era solo l’assenza della pubblicazione digitale, ma soprattutto la mancanza di un aggiornamento organico: nel tempo si sono succedute ben 47 varianti dal 1996 ad oggi che non erano mai state ricondotte a un unico strumento coerente. «Ci siamo trovati di fronte – ha aggiunto Vesprini – a un piano che sulla carta era uno, ma nella realtà era un altro».
Un investimento per il futuro della città L’amministrazione comunale ha deciso di investire risorse economiche e professionali per ricostruire e attualizzare l’intero impianto urbanistico, riportando in un unico quadro tutte le varianti approvate. Un lavoro tecnico complesso, seguito dall’ufficio urbanistica, dal funzionario Giulia Rossi e dalla ditta incaricata, che ha consentito di trasformare il vecchio PRG in uno strumento moderno, digitale e soprattutto georeferenziato.
«È un investimento meno visibile rispetto a un’opera pubblica – ha sottolineato il sindaco – ma fondamentale. Serve a far lavorare meglio gli uffici, i tecnici e anche i cittadini. È uno strumento di trasparenza e semplificazione». Il piano, approvato definitivamente in Consiglio comunale circa un mese e mezzo fa, è ora disponibile sul sito istituzionale del Comune.

Come funziona il nuovo PRG online?
La dirigente Michela Franchini ha illustrato nel dettaglio le funzionalità della piattaforma. “Attraverso la consultazione per foglio e particella catastale – ha spiegato -, è possibile individuare con precisione ogni area del territorio comunale e conoscere la destinazione urbanistica, la zonizzazione, gli articoli di riferimento delle Norme Tecniche di Attuazione, eventuali vincoli paesaggistici, ambientali o normativi (come quelli previsti dal D.Lgs. 42/2004). Il piano è ora basato su una cartografia aggiornata e georeferenziata, a differenza del 1996 quando il supporto cartografico non lo era. Questo consente di incrociare dati grafici e alfanumerici e di avere una lettura immediata e completa delle informazioni. Un vantaggio significativo non solo per i tecnici, ma anche per i cittadini, che possono autonomamente verificare la situazione urbanistica dei propri immobili senza dover necessariamente ricorrere a un professionista o recarsi negli uffici comunali”.
Un passaggio propedeutico al nuovo Piano Urbanistico Generale (Pug)
La pubblicazione del PRG online rappresenta anche un passaggio obbligato e propedeutico per l’avvio del nuovo strumento di pianificazione: il Comune ha già stanziato circa 100 mila euro e affidato l’incarico per la prima fase, quella del quadro conoscitivo, che dovrà analizzare il territorio sotto tutti i suoi aspetti: urbanistici, ambientali, geologici, paesaggistici, botanici e socio-economici.
«La nuova pianificazione – ha spiegato Franchini – parte dalla conoscenza del territorio. Non solo del costruito, ma dell’ambiente nel suo complesso. È dall’equilibrio tra ambiente e insediamenti che nasce la città del futuro». Il gruppo di lavoro incaricato è un RTP multidisciplinare che coinvolge architetti, ingegneri, geologi, agronomi e collaborazioni con le università Politecnica delle Marche e Carlo Bo di Urbino. Entro nove mesi dovrà essere presentata una prima proposta.
Riqualificazione, partecipazione e visione della città
La nuova legge regionale punta sulla rigenerazione urbana e sulla riqualificazione dell’esistente, limitando fortemente il consumo di suolo. Un’impostazione che, secondo l’amministrazione, si adatta bene a Porto San Giorgio, città già fortemente urbanizzata e con comparti mai realmente attuati, che ora possono essere ripensati. Grande importanza avrà anche il percorso partecipativo: cittadini, associazioni, comitati, operatori economici e categorie produttive saranno coinvolti nelle scelte, così come già avvenuto per il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile).
«La famosa visione della città – ha concluso Vesprini – non si costruisce a parole, ma con strumenti adeguati. Il piano regolatore e il piano del traffico sono la base per ripensare commercio, mobilità, spazi pubblici e qualità urbana. Questo è un lavoro per i prossimi vent’anni, non per l’immediato consenso».
