Emanuele Morese, coordinatore comunale di Noi Moderati e civico di Si Può, il batti e ribatti di pec sul Consiglio Comunale legato alla fusione Sge ha aperto una crisi in maggioranza?
Innanzitutto va chiarito che non c’era alcuna intenzione di farne un caso politico. Avevamo avvisato il sindaco che condividevamo il merito dell’operazione, ma non il metodo di esecuzione, portato avanti senza un’adeguata informazione pubblica. Per questo abbiamo inviato una PEC in cui spiegavamo il nostro distinguo e annunciavamo l’assenza in Consiglio, proprio per evitare imbarazzi. Una sfumatura decisionale, senza reali conseguenze visto che il provvedimento sarebbe passato comunque. È stata invece interpretata come una lesa maestà. Da lì sono partiti attacchi che ci hanno lasciati sinceramente sorpresi e dispiaciuti, considerando che volevamo soltanto esprimere una posizione leggermente diversa da quella del sindaco. In democrazia, credo si possa ancora fare.
Il sindaco dopo martedì ha convocato il gruppo consiliare Si Può?
No, non ha convocato nessuno, né ha chiesto formalmente un incontro.
Qualche consigliere di maggioranza?
Salvo qualche telefonata informale di “sottobosco” nessuna chiamata per capire meglio la nostra posizione. Nel frattempo continuiamo a registrare attacchi da parte di alcuni consiglieri, che non ci stupiscono: di solito, quando ci sono questioni spinose, il sindaco manda avanti gli altri. È una tattica che in maggioranza conosciamo bene.
Facciamo un passo indietro: perché avete disertato la maggioranza del 23 settembre e la successiva commissione?
Una semplice concatenazione di eventi legati all’ultima settimana elettorale. Abbiamo anche lì chiesto di posticipare ma nulla.
Tra le motivazioni del rinvio del consiglio di martedì scorso che avete sottoposto c’è il mancato coinvolgimento dei cittadini: perchè la tanto declamata partecipazione non è stata mai messa in atto?
Il tema della scarsa partecipazione dei cittadini è un problema che viene da lontano, già dai due mandati dell’ex sindaco Loira. L’attuale sindaco proviene da quella stessa esperienza e non vorremmo che ne stesse progressivamente assumendo i tratti. Nel caso specifico, credo che prima vadano informati i cittadini e poi ci si assuma la responsabilità di decidere. Non il contrario. Quando si toccano questioni che riguardano le proprietà dei cittadini, come le partecipate comunali, l’informazione deve essere chiara e trasparente. In questo caso, purtroppo, non lo è stata.
C’è chi sostiene che vi siete irrigiditi dopo le regionali, in particolare i voti pro Calcinaro nei seggi del sindaco Vesprini. È così?
La questione dei voti alle regionali è un tema parallelo. Comprendo che giornali e “chiacchiere da bar” se ne occupino, ma a livello politico servono riflessioni serie. In concreto, Noi Moderati ha raccolto il 6,5% dei voti, superando record regionali, e non possiamo che esserne soddisfatti, considerando che sei mesi fa questa realtà non esisteva nemmeno. Siamo orgogliosi di questa fiducia che si trasformerà in un progetto politico concreto per il futuro. Inoltre, la netta vittoria del presidente Acquaroli conferma il buon governo degli ultimi cinque anni nella Regione Marche. Per questo non ci sono motivi di rancori o vendette: non appartengono al nostro stile.
C’è anche chi dice che state giocando al rialzo per un rimpasto e un assessorato…
Posso smentire ufficialmente le voci su rimpasti o nuovi collocamenti. Il nostro gruppo non chiede poltrone né posizioni. Dopo gli attacchi diretti e indiretti ricevuti solo per aver chiesto il rinvio di un punto all’ordine del giorno, si è aperta una ferita di fiducia tra la lista del sindaco e il suo stesso sindaco, che preferisce nascondersi dietro le dichiarazioni del consigliere di turno. La fiducia non si baratta con un paio di poltrone.
C’è spazio per ricucire o nel futuro sarete organici alla maggioranza?
Da parte nostra nessuno strappo, ma la ferma posizione di chi difende le proprie idee e il valore della democrazia. La fusione Sge non era nel programma elettorale, e noi, che rappresentiamo i cittadini, avevamo il diritto di esprimere una sfumatura diversa rispetto al pensiero unico del sindaco. A giudicare dagli interventi in Consiglio e sui giornali, sembra che si voglia intimidire il nostro gruppo. Nulla di più sbagliato. Siamo saldi e convinti del nostro operato. I cittadini dovevano sapere e non hanno saputo: solo grazie alla nostra protesta oggi sanno che SGE, la partecipata comunale, non esisterà più. Sul futuro non faccio previsioni, ma una cosa è certa: continueremo a rappresentare i nostri elettori con autenticità, anche dicendo no quando non siamo convinti. Che piaccia o meno a Valerio Vesprini, perché la lesa maestà appartiene ad altri tempi.
Guardiamo alla primavera 2027: torneranno protagonisti i partiti e i simboli o c’è ancora aria di progetti civici?
Ogni soluzione ha i suoi pro e contro. Quando abbiamo messo da parte i partiti speravamo in un processo decisionale più libero e partecipato. Abbiamo invece scoperto che, almeno in questa vicenda, le decisioni sono state accentrate in poche mani, che rispondono solo a se stesse. Sicuramente, dopo quanto accaduto, i partiti di centrodestra avranno più elementi di riflessione rispetto al passato.
