Conti in linea con il piano economico finanziario, investimenti già realizzati, aumento delle imbarcazioni ormeggiate e un futuro che sarà demandato alle scelte della prossima amministrazione comunale. Sono questi in sintesi gli elementi usciti dal Consiglio Comunale aperto sul porto turistico voluto dal Gruppo di minoranza Pd.
Il sindaco Valerio Vesprini ha aperto i lavori spiegando le ragioni della convocazione del Consiglio comunale aperto, richiesto dai consiglieri di minoranza e allargato alla partecipazione della Consulta e dei rappresentanti della società che gestisce il porto, per consentire alla città di conoscere lo stato dell’arte della gestione in house.

Il presidente della SGDS Multiservizi Srl, Giovanni Lanciotti, ha voluto innanzitutto sgomberare il campo dalle polemiche dei giorni scorsi. “Non ho mai pensato di sottrarmi al confronto con il Consiglio comunale – ha detto – perché questo è l’organo preposto a discutere delle questioni che riguardano la città”.
Conti in linea con il Piano economico finanziario
Entrando nel merito dei numeri, Lanciotti ha spiegato come il Piano economico finanziario sia stato costruito in condizioni particolarmente difficili, senza poter disporre dei dati della precedente gestione. Le stime sono state elaborate sulla base delle subconcessioni ex articolo 45 bis, delle fotografie satellitari per verificare l’occupazione dei posti barca, dei bilanci depositati dal precedente concessionario e di valutazioni prudenziali sui ricavi.
A distanza di oltre un anno dall’avvio della gestione, i numeri confermano la bontà del lavoro svolto. Lo scostamento tra quanto previsto dal Pef e il consuntivo è pari soltanto all’1,2%, un dato definito “insignificante” dal presidente della società.
I ricavi annualizzati si attestano intorno a 1 milione e 250 mila euro, mentre l’utile netto del periodo giugno-dicembre è stato di circa 9 mila euro contro i 40 mila previsti dal piano. Uno scostamento dovuto principalmente alla riduzione dei canoni concessi alle imprese della pesca delle vongole, penalizzate dal mancato dragaggio del porto, e alla scelta prudenziale di non inserire nei contratti di subconcessione il valore dei fabbricati in attesa delle decisioni della commissione di incameramento.

Sessanta imbarcazioni in più
Il dato che fotografa meglio il lavoro svolto è quello relativo agli ormeggi. Rispetto al momento del subentro della gestione pubblica si registrano 59 nuove imbarcazioni presenti nel porto turistico.
“Il porto più sicuro dell’Adriatico”, come lo ha definito Lanciotti, è stato promosso anche come approdo invernale, attirando diportisti che inizialmente hanno scelto Porto San Giorgio per il rimessaggio e che successivamente hanno deciso di rimanere stabilmente.
Numerosi anche gli interventi realizzati in questi mesi: dalla bonifica delle aree degradate alla sistemazione degli impianti elettrici, idrici e antincendio, fino alla realizzazione di un pozzo che consentirà di utilizzare acqua non potabile per il lavaggio delle imbarcazioni e l’irrigazione delle aree verdi, con un consistente risparmio sui costi di gestione.
Tra i servizi introdotti figura anche il primo bagno dedicato alle persone con disabilità all’interno del porto.
Nel suo intervento Lanciotti non ha nascosto le difficoltà incontrate al momento del passaggio di consegne. “Abbiamo trovato una discarica a cielo aperto”, ha dichiarato ricordando come siano stati necessari numerosi interventi di smaltimento dei rifiuti e di riqualificazione delle aree lasciate in stato di abbandono.
Un lavoro che il presidente della società ha voluto condividere con tutti i dipendenti della partecipata e con le associazioni che operano all’interno del porto e che stanno contribuendo al rilancio della struttura attraverso iniziative sportive, culturali e promozionali.

Il nodo della gara e l’incameramento dei beni
L’assessore al porto Fabio Senzacqua ha invece ricostruito l’intero percorso amministrativo che ha portato all’affidamento in house della gestione portuale.
“Dopo il decreto di decadenza della precedente concessione e il lungo contenzioso amministrativo conclusosi favorevolmente per il Comune, il 26 maggio 2025 la società partecipata è entrata nella gestione del porto e già il giorno successivo si è riunita la commissione per l’incameramento dei beni.
Un passaggio decisivo per il futuro della struttura perché, come ha ricordato l’assessore, non sarà possibile predisporre il bando di gara definitivo senza aver prima concluso il procedimento di incameramento”.
Senzacqua ha poi ricordato come la precedente società concessionaria avesse avanzato una richiesta di circa 7 milioni di euro per i beni presenti all’interno del porto. Oggi, invece, oltre l’80% delle strutture è stato dichiarato incamerabile dallo Stato e si sta discutendo soltanto di alcune opere residue per un valore inferiore ai 100 mila euro.
“Sarà la prossima amministrazione a decidere”
Per quanto riguarda il futuro della gestione, l’assessore ha espresso una posizione precisa: considerati i tempi necessari per completare l’incameramento, sarà la prossima amministrazione comunale a dover scegliere se procedere verso una gestione pubblica o privata del porto turistico.
“È sbagliato condizionare il futuro delle prossime amministrazioni”, ha spiegato Senzacqua, sostenendo che il tema dovrà essere parte integrante del confronto elettorale e dei programmi che saranno presentati ai cittadini.
