“Un tavolo permante per la sicurezza e il disagio giovanile: A chiederlo è la consigliera del Pd Elisabetta Baldassarri dopo “i fatti avvenuti nelle ultime settimane sul lungomare, con segnalazioni di risse e interventi ripetuti delle forze dell’ordine tra l’una e le quattro del mattino, meritano una riflessione seria e responsabile”.
Per per l’ex assessore “non servono né allarmismi né semplificazioni: serve governo del fenomeno”.
“È necessario chiarire subito un punto – scrive la Baldassarri -: i minorenni non sono il problema da colpire, ma il disagio da comprendere. Parlare di “minorenni fuori controllo” senza interrogarsi sulle cause rischia di essere una scorciatoia che non aiuta né la sicurezza né la crescita dei ragazzi.
La presenza reiterata di gruppi di giovanissimi nelle ore notturne, spesso associata a consumo di alcol, comportamenti a rischio e vandalismi, interroga prima di tutto il mondo degli adulti: istituzioni, famiglie, gestori dei locali, comunità educante.Non colpevolizzare i minori, ma assumersi le responsabilità”.
“Come consigliere comunale di minoranza – continua la nota- ritengo sbagliato trasformare i ragazzi nel capro espiatorio di una situazione che nasce da: assenza di spazi e presìdi educativi serali, consumo di alcol fuori controllo, mancanza di regole chiare e applicate in modo coerente.
La tutela dei minori non significa chiudere gli occhi davanti a comportamenti pericolosi, ma prevenire prima che reprimere, intervenire prima che il disagio esploda.
Alcol e movida: un nodo che va affrontato . Un tema che non può più essere eluso riguarda il rapporto tra movida e vendita di alcol, soprattutto in relazione ai più giovani.
È evidente che una parte delle criticità notturne nasce da: vendita o somministrazione disinvolta di alcol, mancati controlli, assenza di una regia pubblica sul sistema della movida.
Non si tratta di criminalizzare i gestori, molti dei quali sono le prime vittime del degrado, ma di chiedere regole condivise e responsabilità diffuse, perché la sicurezza non può essere demandata alle Volanti o ai singoli concessionari costretti a fare da vigilanti”.
Le richieste all’Amministrazione. “Serve un cambio di passo immediato con un tavolo stabile su sicurezza e disagio giovanile, con Comune, Prefettura, Questura, servizi sociali, scuole e rappresentanti degli esercenti. E ancora : un piano chiaro sulla movida, che affronti insieme orari, alcol, presìdi, controlli e prevenzione, azioni educative e sociali rivolte ai minorenni, perché reprimere senza capire produce solo recidiva e tutela concreta per chi lavora, che non può essere lasciato solo né minacciato, ma nemmeno trasformato nel solo responsabile di ciò che accade di notte.
La sicurezza è equilibrio, non slogan
Una città sicura non è quella che punta il dito contro i ragazzi, ma quella che sa tenere insieme sicurezza, educazione e responsabilità degli adulti. Porto San Giorgio ha il dovere di governare la movida, non di subirla.
Come opposizione continueremo a chiedere risposte, atti concreti e una visione che non si limiti all’emergenza di una notte, ma guardi all’intera stagione e al futuro della città”.
