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Loira: affrontare la denatalità con un Prg improntato su giovani e famiglie

“La chiusura della Scuola Canossiane non è soltanto la fine di una storia educativa. È il riflesso di una trasformazione demografica che impone scelte politiche chiare e inderogabili per il futuro di questa città che deve dare opportunità ai giovani e certezze a chi vuole mettere su famiglia”.

A parlare è il capogruppo del Partito Democratico  Nicola Loira che nel commentare la chiusura dell’Istituto scolastico paritario Canossiane parte da un dato che non ammette letture ideologiche: la denatalità ” fenomeno nazionale che a livello locale può essere aggravata o contrastata dalle politiche che si mettono in campo”.

Nel guardare alla Porto San Giorgio del domani l’ex sindaco puntualizza: «non possiamo permetterci di continuare a perdere giovani che vanno via per studiare o lavorare e non trovano le condizioni per tornare. Non possiamo non dare un futuro alle giovani coppie».

Porto San Giorgio è scesa a circa 15.500 abitanti. E nei mesi invernali il numero reale si avvicina ai diecimila, complice il peso delle seconde case e dei tanti ragazzi che vivono altrove per studio o lavoro. “Siamo una città cartolina – dice – brillante e viva d’estate, vuota d’inverno. E una città che si svuota è più fragile, economicamente e socialmente. Una città che vive solo nei weekend, oltre la bella stagione, o durante un evento è debole perché manca di vita quotidiana per far vivere il commercio”.

La risposta, allora, non può limitarsi alla programmazione per rendere attrattiva solo la piazza. Così come non basta la rincorsa a prendere finanziamenti per piazze e marciapiedi se non c’è la socialità.

“Occorre passare a una visione amministrativa strutturale. E questa visione, secondo l’ex sindaco, si chiama nuovo Piano Regolatore Generale. Non varianti ad hoc, portate avanti in silenzio e cucite su singole esigenze. Non interventi frammentati. Ma uno sguardo organico alla città del domani”.

Il tema dell’abitare diventa decisivo. “Le nuove e belle case sul lungomare non danno prospettiva in termini residenziali – continua – . Hanno prezzi alle stelle, spesso pensate più come investimento che come prima casa. Non intercettano giovani coppie, non trattengono chi vorrebbe restare. Alimentano un mercato che guarda al rendimento, non alla comunità.

Serve invece prevedere aree per edilizia convenzionata, politiche per l’accesso alla casa a costi sostenibili, strumenti che favoriscano l’insediamento stabile di giovani famiglie. Perché senza residenti non c’è scuola, non c’è commercio di prossimità, non c’è tessuto sociale”.

La chiusura delle Canossiane è un campanello d’allarme. Meno bambini oggi significa meno famiglie domani. E meno famiglie significa meno città.

«La qualità della vita deve tornare al centro — è la sintesi della riflessione —. Prima dei turisti, vengono i residenti. Una città che funziona per chi ci abita funziona anche per chi la visita».

“Il nuovo Prg può essere lo strumento per invertire la rotta – conclude Loira – ma solo se nasce da una visione politica chiara: non una città che appare, ma una città che resta. Non una città palcoscenico ma una città abitata ogni giorno dell’anno. Questo si chiama  futuro”.