Porto San Giorgio sceglie definitivamente il “No”. Il dato finale, con tutte e 15 le sezioni scrutinate, conferma un risultato equilibrato ma netto nella sua direzione.
Alle urne si è recato il 66,73% dei 12.699 aventi diritto, un’affluenza significativa che testimonia quanto il referendum abbia coinvolto la città e acceso il confronto tra le due posizioni.

Nel dettaglio, il “No” si impone con 4.322 voti pari al 51,31%, mentre il “Sì” si ferma a 4.102 voti, pari al 48,69%. Uno scarto di appena 220 voti che fotografa una comunità sostanzialmente divisa a metà.
È proprio questo il dato politico più rilevante: Porto San Giorgio esce da questa consultazione con due blocchi quasi equivalenti, separati da una differenza minima ma decisiva. Una vittoria, quella del “No”, che non è larga nei numeri ma chiara nell’esito.
Il referendum lascia dunque in eredità una città spaccata, dove il consenso si distribuisce in maniera quasi perfettamente bilanciata. Da un lato chi ha scelto di respingere il quesito, dall’altro una fetta consistente di cittadini che ha invece sostenuto il “Sì”, dimostrando una forte capacità di mobilitazione.