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Illuminazione pubblica, in stand by l’affidamento in house: ricorso al Tar sulla gestione Sgds

Comune

Si ferma, almeno per ora, l’affidamento in house alla Sgds Multiservizi per la gestione dell’illuminazione pubblica. A sole 24 ore dalla scadenza dei termini  per impugnare la delibera n.6 del Consiglio Comunale dello scorso 27 gennaio,  è infatti arrivato un ricorso al Tar da parte di una società del settore, legata al precedente project financing varato durante la giunta Loira e successivamente annullato dall’amministrazione Vesprini dopo un lungo iter giudiziario.

Il ricorso punta all’annullamento della delibera con cui l’assise cittadina ha affidato alla partecipata comunale il servizio di gestione e manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione fino al 2040. Secondo quanto stabilito dalla convenzione, il Comune dovrebbe corrispondere alla Sgds Multiservizi un canone annuo di 522 mila euro. In cambio, la società si impegnerebbe a realizzare un importante piano di ammodernamento della di lampade e impianto.

Nell’udienza tenutasi lo scorso 9 aprile, i giudici amministrativi della Corte anconetana non hanno concesso al ricorrente la sospensione cautelare dell’atto, rinviando però la discussione al mese di maggio. Una decisione che lascia formalmente in piedi la delibera, ma l’amministrazione Vesprini di attendere prima della firma della convenzione.

Al centro del contendere c’è un documento del Piano economico finanziario (Pef) dell’affidamento. I legali della società ricorrente sostengono che alcuni impegni  supererebbero la soglia consentita per un affidamento diretto, rendendo quindi necessario il ricorso a procedure di evidenza pubblica, come un bando di gara. La difesa del Comune invece ha prodotto gli atti del deliberato che contengono misure diverse. Un errore? Una svista? O una semplice operazione di opposizione politica?

Sarà il Tar  a sciogliere tra qualche settimana il nodo.