La fusione di Solgas in Astea Energia non è soltanto un’operazione societaria che riguarda il Comune di Fermo. Tra gli effetti prodotti dall’ingresso della società fermana nel gruppo energetico c’è anche quello che interessa direttamente Porto San Giorgio, già entrata nell’azionariato di Astea attraverso la fusione per incorporazione di San Giorgio Energie.
A spiegare cosa potrebbe cambiare per le casse comunali è Maurizio Iezzi, consigliere di Astea Energia, che parte proprio dalla nuova suddivisione delle quote.
“Con la fusione di Solgas in Astea Energia e la conseguente divisione delle quote, il Comune di Porto San Giorgio passerà al 4,6%, con un extra dividendo immediato che dovrà essere calcolato e sarà presto nelle casse comunali”.
Una cifra ancora da quantificare nel dettaglio e legata al meccanismo del nuovo assetto societario e alla maggiore dimensione di Astea dopo l’incorporazione di Solgas. Iezzi non ha dubbi invece sulla bontà dell’operazione dal punto di vista industriale e guarda con favore alla decisione del Comune di Fermo di procedere con la fusione per incorporazione.
“I numeri sul tavolo sono corretti e il rapporto di concambio sono matematici. Aziende come SGE o Solgas, da sole, non hanno futuro – il ragionamento del consigliere di Astea è quello della dimensione -. Astea è una realtà con 25-30 sportelli nelle Marche, con uno sviluppo extraregionale molto importante. Quindi Porto San Giorgio e Fermo sono salite su un treno veloce, calato nel mondo delle energie. Viene mantenuto personale e rapporto diretto con i clienti, oltre a beneficio sociali non indifferenti per i meno abbienti”.
Una scelta che, secondo Iezzi, consentirebbe ai due Comuni di rimanere agganciati a una realtà energetica con ambizioni di crescita, anziché mantenere partecipazioni in società di dimensioni più ridotte. “È un soggetto che rispetta i patti – aggiunge – tanto che il piano industriale 2026 fatto sulla nostra cittadina andrà oltre le previsioni”.
Uno degli aspetti che hanno alimentato il dibattito politico a Fermo riguarda invece la rappresentanza del territorio nel consiglio di amministrazione di Astea.
Con l’ingresso di Fermo nella compagine societaria Astea non è previsto, almeno in questa fase, un posto nel Cda riservato al Comune che invece Porto San Giorgio che l ha preceduta nella incorporazione ha ottenuto.
Anche su questo punto Iezzi prova a rassicurare: “rappresenterò il territorio». Una frase che punta a ridimensionare il problema della presenza formale di Fermo nel consiglio di amministrazione, sottolineando invece il ruolo che può essere svolto all’interno della società per tutelare i clienti del Fermano”.
Ieri sera durante il Consiglio comunale di Fermo c’è stata l’uscita dall’aula dei consiglieri di opposizione per protesta.
La critica riguarda, tra gli altri aspetti, il percorso seguito dall’amministrazione e la richiesta di un parere alla Corte dei Conti.
La lettura di Iezzi è però piuttosto netta: «secondo me non sono stati letti i faldoni di questa operazione in msniera approfondita. I numeri sono chiari, i patti sociali altrettanto».
E proprio sulla questione del parere della Corte dei Conti richiama quanto avvenuto a Porto San Giorgio durante il precedente passaggio societario: “anche l’amministrazione sangiorgese aveva chiesto un parere, ma la Corte dei Conti ha risposto di non avere competenza sulle fusioni. Cosa che molto probabilmente farà anche con Fermo”.
