Si è parlato e si parlerà ancora dell’incorporazione per fusione della partecipata San Giorgio Energie srl in Astea Energia spa. Maurizio Iezzi, amministratore unico Sge, in queste ore nessuno ha parlato agli utenti: cosa accadrà da inizio 2026?
Il Consiglio Comunale martedì scorso ha approvato a maggioranza l’operazione, prima in Italia per una partecipata. Abbiamo davanti ancora due mesi per aspetti tecnico-burocratici come la Corte dei Conti che dovrà esprimere un parere definitivo, l’autorità per la concorrenza sul mercato e altri passaggi. A metà dicembre l’iter dovrebbe concludersi. Gli utenti non dovranno fare nulla. Le fatture di fine anno avranno una nuova carta intestata con il logo Astea ma il formato delle bollette sarà identico. La parola che va trasmessa è continuità.
E le tariffazioni?
Non ci sarà alcuna modifica di condizioni. Anzi avremo la possibilità di proporre offerte più competitive, un sito web sicuramente più completo al quale purtroppo occorrerà riaccreditarsi e dove sarà possibile ad esempio fare pagamenti online. Gli utenti avranno a disposizione un app , che oggi noi abbiamo, dove pagare direttamente, inviare le autoletture e consultare lo storico delle bollette.
Gli uffici resteranno nella sede comunale?
Assolutamente si, è una delle condizioni poste alla Astea. L’interfaccia sarà sempre in via Veneto 5 e gli interlocutori saranno sempre gli stessi. Va precisato che Astea e Sgr hanno già un altro ufficio in citta dove vengono venduti altri servizi come fotovoltaico e colonnine di ricarica. I nostri utenti possono utilizzare anche quel canale e cogliere opportunità che noi non abbiamo.

Quali sono oggi i numeri della Sge?
Sge è nata nel 2003, siamo arrivati a poco più di 15 mila clienti. Quattro dipendenti e due sportelli: struttura leggera ma siamo sempre riusciti a tenere i costi di gestione in un mercato molto dinamico. La Sge è stata antesignana nella vendita di quote a soggetti industriali importanti come nel 2014 con il 49% ceduto alla Sgr Rimini, che è socio oggi al 99% di Astea Energia spa, e oggi è la prima partecipata che esercita l’incorporazione per fusione. Probabilmente altri copieranno questo percorso che è stato molto laborioso per mancanza di storicità.
Operazione più utile o necessaria?
La Sge nel 2024 ha realizzato il miglior bilancio della sua storia, probabilmente anche nel 2025. È una un’operazione che va vista nel medio lungo periodo. La società deve confrontarsi ogni giorno con gruppi enormi come Eni, Enel, Edison e recentemente con operatori atipici quali Poste, Wind, Fastweb. Società che operano in altri settori ma che hanno una forza commerciale importante. Era giusto valutare se la società poteva competere con questi soggetti ad armi pari: io come amministratore mi sono sentito di dire no. Non tanto in termini di prezzi, bensì di nuovi servizi e capacità di essere allineati con tutto quello che la clientela richiedeva.
Perché Astea Energia e non altre società del settore?
Questa è quella che viene definita in gergo un’operazione infungibile, non esiste un’altra azienda che ha caratteristiche uguali perché il socio Sge è proprio il Gruppo Sgr, ovvero chi detiene oggi il 99% delle azioni di Astea Energie spa. Un socio che conosciamo da quasi 10 anni sappiamo come opera, è fortemente territoriale, ha redditività, opera nelle Marche con numerosissimi sportelli e ha un approccio che è esattamente come il nostro. Se ci fossimo fusi con società molto più grandi con milioni di utenti avremmo rappresentato lo zero virgola. Oggi il Comune di Porto San Giorgio oltre al 5,1% di azioni, siederà con un suo rappresentante in Astea Energie, requisito diciamo essenziale per poter dimostrare che può esercitare influenza sulla governance della società.
Altri benefit?
Abbiamo ottenuto la stipula di Patti Parasociali, molto vincolanti e molto forti perché contengono tutta una serie di requisiti. Ad esempio, la qualità del servizio è quella che c’è adesso. Faccio un esempio: la Sge fa cinque letture annuali dei contatori quindi fatture più puntuali. E poi il fondo sponsorizzazioni, circa 30 mila all’anno, un fondo di solidarietà per le persone indigenti che non riescono a pagare le bollette.
La Sge dunque andrà in liquidazione?
No, scompare e nasce una quota del Comune che transita in Astea Energie spa.
Qual è il valore di questa transazione?
Non si parla di scambio di soldi, ne di vendita o svendita come qualcuno dice. Qui si entra a far parte di un gruppo con una quota e un valore azionario stabilito e avallato.
Un lavoro condiviso tra uffici comunali e Sge. Artifice e garante è l’ingegnere Iezzi come sottolineato anche dalla politica in Consiglio. C’è chi ha espresso parole di apprezzamento per il lavoro svolto e si è astenuto e chi ha scelto di non partecipare alla discussione, nonostante il suo appello a non perdere tempo per non fare saltare l’operazione. Dispiaciuto?
È chiaro che avrei preferito che ci fosse stata unanimità. Purtroppo le questioni parallele rappresentate dalla politica non possono coesistere con quelle industriali. Non entro nel merito delle motivazioni di chi non è venuto, astenuto o di chi ha votato a favore. Sono opinioni strettamente personali. Le tengo per me.
