Dentro la città

Fare rete contro l’emarginazione e il bullismo, testimonianze sangiorgesi al convegno di Roseto

È stata la voce di Porto San Giorgio a lasciare il segno più profondo nel corso dell’iniziativa dedicata alla memoria di Paolo Borsellino, svoltasi a Roseto degli Abruzzi. Referente e moderatrice dell’evento è stata Francesca Martinelli, che ha guidato con sensibilità e attenzione una giornata intensa e carica di significato.

Tra gli interventi più toccanti quello di Gloria Della Casa, sangiorgese, che ha condiviso con grande coraggio la storia di suo figlio Ciro. “Oggi avrebbe avuto 46 anni, invece Ciro non c’è più”. Con queste parole ha aperto una testimonianza che ha commosso l’intera platea. Ciro, nato con un ritardo cognitivo, era conosciuto come “il ragazzo degli abbracci”: salutava tutti con un semplice e affettuoso “amico mio”. Se all’interno della scuola si sentiva accolto, fuori da quell’ambiente ha dovuto affrontare derisioni e atti di bullismo che hanno profondamente segnato la sua vita. Per proteggerlo, la madre scelse di inserirlo in un istituto protetto. “È stato il dolore più grande della mia vita”, ha raccontato, trasformando la sua esperienza in un appello universale. “Quando vedete qualcuno scansato, allontanato o emarginato, aiutatelo. Integratelo nel gruppo”.

L’evento si era aperto con il saluto del sindaco di Roseto degli Abruzzi, che ha sottolineato come una comunità debba fare fronte comune contro ogni forma di bullismo, ringraziando la dirigente scolastica dell’ISC Roseto 1 per l’impegno educativo portato avanti con determinazione. Forte e dolorosa anche la testimonianza del papà di Matteo, che ha raccontato episodi di isolamento e violenze subite dal figlio, tra cui un gesto di inaudita crudeltà: essere stato gettato brutalmente dentro un secchio dei rifiuti e umiliato davanti agli altri.

Un episodio che rende evidente quanto il bullismo possa assumere forme degradanti e distruttive, alimentate spesso dal silenzio e dalla paura di essere etichettati come “infami”. Parole che hanno scosso profondamente i presenti, richiamando tutti alla responsabilità collettiva. Particolarmente significativo anche l’intervento di Raffaele Capperi, Cavaliere della Repubblica, che ha condiviso la propria esperienza personale segnata dalla malattia, trasformando la sofferenza in un impegno concreto a sostegno dei giovani. La sua testimonianza ha rappresentato un messaggio di resilienza e speranza, dimostrando come dalle difficoltà possano nascere percorsi di crescita e impegno civile.

Presente all’iniziativa anche Jacopo Pascucci, che ha voluto testimoniare la propria vicinanza al tema, sottolineando l’importanza di fare rete tra istituzioni, scuola e famiglie per prevenire e contrastare ogni forma di esclusione. Un sentito ringraziamento è stato rivolto a Lara Di Luigi, dirigente che ha fortemente sostenuto questo progetto educativo, definito da molti “un esempio concreto di scuola che educa alla legalità e al rispetto”.

Un plauso anche a Gianmaria De Paulis, che ha saputo sensibilizzare i ragazzi coinvolgendoli attivamente e rendendoli protagonisti di un percorso di consapevolezza e responsabilità. Una giornata intensa, che ha visto nella testimonianza di Gloria Della Casa il momento più toccante, ma che attraverso tutte le voci intervenute ha ribadito un messaggio chiaro e condiviso: nessuno deve essere lasciato solo.