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Elezioni 2027, la rivincita del 2022: sarà sfida a due. Nessun terzo polo all’orizzonte

Più che una nuova tornata elettorale, quella della primavera 2027 a Porto San Giorgio sembra sempre più assomigliare al secondo capitolo della sfida che, nel 2022, portò Valerio Vesprini alla conquista del Comune.

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Solo le etichette, nel frattempo, sono cambiate. Oggi va di moda parlare di campo largo. Ma in una città di poco più di 15 mila abitanti, dove la politica gira inevitabilmente attorno alle persone prima ancora che ai simboli, basta stringere un po’ l’inquadratura per accorgersi che la fotografia è, in buona parte, la stessa.

Da una parte il centrosinistra, dall’altra la coalizione che sostiene l’attuale sindaco. In mezzo, liste, simboli, alleanze e qualche volto nuovo da trovare. Ma il quadro che si sta delineando non lascia spazio sul terzo polo.

Il centrosinistra prova a costruire il campo largo

Accanto al Partito Democratico ci sarà con ogni probabilità Alleanza Verdi e Sinistra, che sabato scorso ha dato il via alla propria campagna di ascolto. Poi dovrebbe esserci il Movimento 5 Stelle, anche se qui il punto interrogativo è piuttosto grande: da anni i pentastellati sangiorgesi sembrano vivere in una sorta di modalità silenziosa e non è ancora chiaro chi, concretamente, rappresenti il movimento in città. E poi ci sono i civici di Centro Sangiorgese, altro tassello destinato a entrare nel mosaico dell’opposizione. Resta naturalmente da individuare il candidato sindaco.

Ol nome che circola con maggiore insistenza è quello di Catia Ciabattoni. Lei, per ora, mantiene una linea prudente: «nulla è deciso».

Ma qualche segnale politico c’è. La sua presenza in prima fila all’uscita a Bambinopoli di Officina Trenino e all’iniziativa di Avs sul commercio non è passata inosservata. In politica, del resto, anche le prime file possono avere un loro significato. Non c’era Nicola Loira che ha chiaramente  detto no al terzo mandato e anche dalla cosiddetta società civile, quella che spesso viene indicata come la soluzione ideale per allargare il consenso, non sembrano essere arrivati finora segnali particolarmente incoraggianti.

Qualche professionista avrebbe infatti già declinato l’invito della delegazione dem composta da Bonanno, Di Virgilio e De Luna, con Brignocchi nel ruolo di supervisor del percorso.

L’autunno e l’inverno saranno quindi decisivi soprattutto per costruire la squadra. E in particolare per intercettare i delusi dall’amministrazione Vesprini, cercando di trasformare il malcontento in consenso elettorale.

Nel centrodestra prevale la continuità

La coalizione che sostiene Vesprini guarda alla primavera 2027 nel segno della continuità amministrativa. Nessun partito del centrodestra sembra intenzionato a mettere in discussione la leadership del sindaco. Potrebbero però cambiare il peso dei simboli. Se nel 2022 furono soprattutto le liste civiche a caratterizzare la coalizione vincente, stavolta sulle schede elettorali potrebbero trovare spazio in maniera più evidente i partiti.

Di sicuro Fratelli d’Italia, che già a Fermo ha trasformato la questione del simbolo in un caso politico. Poi Forza Italia. Più incerta la posizione della Lega, con il vicesindaco Senzacqua che potrebbe riproporre Insieme per Porto San Giorgio, magari allargando il perimetro anche a Cuore Sangiorgese di Cencetti.

La civica del sindaco potrebbe invece contare su nomi come Lanciotti, Marcattili e Petracci, già punti di forza dell’attuale maggioranza. Da capire, infine, le intenzioni di Noi Moderati e Futuro Nazionale, realtà che sul terreno delle elezioni politiche guardano con particolare attenzione alla presenza dei propri simboli.

A Porto San Giorgio si preparano nuove alleanze, si cercano candidati e si ridisegnano le liste. Ma gli uomini e le donne che si muovono sulla scena politica sono, in larga parte, quelli che abbiamo già visto.

Cambieranno i simboli, forse cambieranno alcune squadre e certamente ci saranno nuovi ingressi. Ma la contrapposizione politica di fondo sembra destinata a rimanere quella tra l’area che oggi governa la città e un centrosinistra intenzionato a tornare competitivo.

La vera partita si giocherà quindi nei prossimi mesi: nella capacità delle due coalizioni di allargare il proprio perimetro, convincere gli indecisi e soprattutto intercettare quel voto moderato e trasversale che, in una città delle dimensioni di Porto San Giorgio, può fare la differenza.

Per ora una cosa sembra abbastanza chiara: la primavera 2027 va prendendo la forma di un match a due.