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Ecco come cambia la geografia della rappresentanza partitica della maggioranza consiliare

Cambia la geografia partitica della maggioranza in Consiglio comunale. Il ritorno di Emanuele Morese in Fratelli d’Italia – ufficializzato nelle scorse ore – ridisegna infatti gli equilibri interni alla coalizione che sostiene il sindaco Valerio Vesprini.

 

Con il rientro di Morese, il partito guidato a livello nazionale da Giorgia Meloni può ora contare su tre rappresentanti in assise: oltre a lui, Caterina Donati e Valeria Fermani. A rafforzare ulteriormente il peso politico di Fratelli d’Italia in giunta c’è anche l’assessore Marco Tombolini. Numeri che certificano una crescita evidente del partito all’interno della maggioranza. Se il coordinatore cittadino Fdi Andrea Agostini dovesse essere confermato alla guidata della Fondazione Marche Cultura per i prossimi 5 anni,  Morese potrebbe tornare a guidare il partito e gestire l’agenda politica in vista delle elezioni.

Resta solida anche la pattuglia della Lega, capitanata dal vicesindaco Fabio Senzacqua, che può contare sulla vicinanza di Giulia Vagnozzi – ex Fratelli d’Italia – e di Andrea Rogante. Un’area che, pur non cambiando formalmente numeri, consolida una propria identità politica.

 

Scende invece a uno il numero di rappresentanti di Noi Moderati  (Giulia Marinangeli) dopo l’abbabdono di Morese e la rottura con Andrea Susino che torna civico sempre con Si Può. Resta fedele a Forza Italia Giuseppe Maccarone, mentre siedono senza tessere di partito in tasca Alberto Giammarini, Renzo Petrozzi e il presidente del Consiglio Fabio Bragagnolo.

 

Un mosaico articolato che fotografa una maggioranza composita, dove il peso specifico dei partiti sembra tornare centrale dopo una fase in cui il civismo aveva rappresentato il collante principale. Centralità anche in vista elezioni politiche 2027, il che fa ipotizzare il.ritorno dei partiti.

 

Difficile, oggi, ipotizzare cosa potrà accadere nei prossimi mesi in vista delle amministrative del 2027. Una cosa appare chiara: una spaccatura netta tra civici e partiti non gioverebbe a nessuno. La frammentazione rischierebbe infatti di indebolire entrambe le anime della coalizione di cdx, riducendone la consistenza elettorale e aprendo spazi alla sinistra, pronta a capitalizzare eventuali divisioni.

 

La partita è appena iniziata, ma i movimenti di queste settimane raccontano già di un centrodestra in fase di assestamento, dove i numeri contano, ma conterà ancora di più la capacità di fare sintesi.