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Disco orario in viale dei Pini, Cencetti: sentiti solo alcuni commercianti

“Una richiesta parziale che il Comune ha subito attuato, senza alcun confronto, senza riunioni o tavoli” È ancora caldo ol tema del disco orario nelle domeniche di luglio ed agosto in viale dei Pini nel tratto tra via Genova e via Milano. Ad intervenire oggi è Stefano Cencetti, titolare di una attività nella zona.

“A Porto San Giorgio, in Viale dei Pini, è comparso un cartello che impone il disco orario anche di domenica, con obbligo di sosta limitata a un’ora. Il Comune ha spiegato che si tratta di una risposta a “una precisa richiesta di operatori e residenti protocollata”

In realtà – scrive in una nota -, a richiesta: non coinvolge affatto la totalità dei commercianti. Io, titolare dell’Antico Forno Anteni, non sono stato interpellato, né invitato a discutere della cosa. E non sono il solo: numerosi altri esercenti e residenti si trovano nella stessa situazione.

Anche le cronache locali lo confermano: su un giornale online, si evidenzia che l’ordinanza (n. 138 del 21 agosto, attiva dal 22 agosto) è stata adottata nonostante solo circa un terzo delle attività fosse aperta la domenica mattina, e con molti contrari alla misura; inoltre, residenti e operatori non erano nemmeno a conoscenza dell’istanza iniziale. In un altro articolo dello stesso giornale, alcuni residenti segnalano: «su 20 attività commerciali nel tratto tra via Genova e via Milano, solo una è aperta di domenica pomeriggio. In compenso, i parcheggi restano vuoti per timore delle multe», sottolineando il paradosso di aree vuote sotto casa. E ribadiscono che molti non erano informati dell’istanza protocollata  .

Quindi, anche i cittadini lo denunciano: una richiesta parziale che il Comune ha subito attuato, senza alcun confronto, senza riunioni o tavoli.

Se questo è il metodo, chiunque, può protocollare una proposta “a nome di un gruppo” e vederla immediatamente realizzata, anche ignorando la volontà della maggioranza.

La viabilità e la vivibilità non si migliorano con atti calati dall’alto, ma coinvolgendo davvero chi abita e lavora ogni giorno in quella strada. Un minimo di buon senso e partecipazione.”