di Stefano Marilungo
Ci sono recensioni che si scrivono su un portale, con qualche stella e poche righe. E poi ce ne sono altre che non hanno bisogno di essere messe nero su bianco perché sono racchiuse in una valigia preparata ogni estate o in amicizie che durano da decenni. Sono le storie dei turisti affezionati, quelli che a Porto San Giorgio non vengono semplicemente in vacanza: tornano a casa.
A fine estate, quando la stagione turistica volge al termine e si tirano le somme tra numeri, presenze e bilanci, vale la pena raccontare anche questo lato del turismo. Quello fatto di legami, ricordi e ritorni. Storie che forse valgono più di una semplice recensione.

Dall’Austria a Porto San Giorgio da 42 anni
Lei è di origine trentina, lui è austriaco. E da ben 42 anni la loro estate ha una destinazione precisa: Porto San Giorgio.
Una fedeltà costruita anno dopo anno, fino a diventare una vera e propria storia d’amore con la città e con il territorio fermano.
«Siamo innamorati di questo territorio, il mare è molto apprezzato dai nostri figli», raccontano. Anche quest’anno hanno trascorso qui le loro vacanze andando alla scoperta dei borghi, delle bellezze e la gastronomia del Fermano.
«Abbiamo trascorso una gran bella vacanza in questi borghi meravigliosi. Appuntamento all’estate 2027».
Una frase semplice ma che dice tutto. Perché quando una famiglia torna per 42 anni, la vacanza smette di essere soltanto una vacanza.

Dal Canada al campo del Circolo Cococcioni: un ritorno nato dal tennis
C’è poi una storia che arriva da molto più lontano, dal Canada, e che racconta come il turismo sportivo possa diventare un ponte capace di far nascere un legame con un territorio.
Nel 2024 lui faceva parte della delegazione di atleti arrivata a Porto San Giorgio per prendere parte al Torneo Internazionale Under 12 al Circolo Cococcioni.
Due anni dopo ha scelto di tornare. Non soltanto per rivedere il territorio, ma anche per ritrovare quei luoghi che aveva conosciuto durante la sua prima esperienza.
Ha scelto lo stesso hotel e, inevitabilmente, ha voluto anche tornare sul campo da tennis del Circolo di viale della Vittoria con la sua partner.
Un ritorno che racconta bene come un’esperienza sportiva possa trasformarsi in un ricordo capace di resistere al tempo e alla distanza.
Bruno, da Roma: 72 anni senza saltare un’estate
E poi c’è Bruno, romano, che probabilmente rappresenta più di ogni altro il significato della parola fedeltà: sono 72 anni che non manca un’estate a Porto San Giorgio.
«Venivo da piccolo con i miei genitori, poi ho portato i miei figli e oggi sono qui con i nipoti», racconta. Nel frattempo ha comprato casa, costruito amicizie e creato legami che sono diventati parte della sua vita.
«Qui si intrecciano legami veri, il vicino di casa è come un parente. Ritrovarsi ogni anno con amici di Roma o Milano è un rito».
E c’è una frase che racchiude forse più di tutte le altre il motivo di una scelta durata oltre sette decenni: «qui c’è una qualità di vita che fa bene al corpo e all’anima».
Bruno racconta di aver portato a Porto San Giorgio colleghi di lavoro e amici. Alcuni di loro, nel tempo, hanno continuato a frequentare la città.

C’è poi la storia di Ilaria Pagani, legatissima da anni a Porto San Giorgio e alle persone che negli anni sono diventate parte della sua vita.
Il suo rapporto con la città si ritrova anche nelle parole affidate ai social al termine di questa estate. Un saluto che è molto più di un semplice arrivederci: «un’estate che sarà difficile da mettere via… amici, risate, emozioni, vita… grazie a tutti ragazzi, vi adoro e vi porto nel ❤️. Aspettando l’estate 2027 per riabbracciarvi… vi lovvooooo 😍😍».
Parole spontanee, ma che raccontano perfettamente un’altra faccia del turismo: quello dei legami che si costruiscono nel tempo e che fanno venire voglia di tornare.
Sono storie che ricordano che il turismo non è fatto soltanto di arrivi, presenze, percentuali e fatturati.
È fatto anche di persone che tornano perché qui ogni anno scrivono una pagina della loro vita e lasciano un pezzo del proprio cuore. Di bambini diventati adulti e poi genitori. Di amicizie nate sotto l’ombrellone. Di alberghi che diventano luoghi familiari. Di appuntamenti fissati con un anno di anticipo.
E forse, alla fine dell’estate, sono proprio queste le recensioni più belle perché una recensione può durare qualche riga. Un ritorno può durare una vita.
