Si chiude definitivamente la lunga vicenda giudiziaria legata al concorso per il direttore generale della partecipata SGDS. La Corte di Cassazione ha infatti annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Ancona, mettendo la parola fine alla richiesta di risarcimento avanzata da Emilio Cuomo, secondo classificato nella selezione poi annullata.
La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dalla SGDS, che aveva contestato l’impostazione della sentenza della Corte anconetana. Al centro della vicenda la cosiddetta “perdita di chance”: secondo la società partecipata, nel ricorso in appello mancava una specifica richiesta risarcitoria legata alla concreta possibilità di ottenere l’incarico. Un elemento che, secondo i giudici della Cassazione, ha fatto venir meno i presupposti stessi del risarcimento così come contestato il legale della partecipata Simone Emiliani.
La decisione chiude così la storia di un concorso cominciata nel novembre 2022, andato avanti per anni dopo la vittoria di Piero Mognaschi che solo successivamente si è scoperto che non aveva titoli. La vicenda aveva acceso il dibattito politico e amministrativo cittadino sulla gestione del concorso pubblico della partecipata sangiorgese.
Soddisfatto il presidente della SGDS, Giovanni Lanciotti, che commenta: “Il giudizio si chiude qui, la società vede riconosciuta la bontà del proprio operato”.
Dunque anche il precetto con il quale Cuomo aveva avviato l’iter risarcitorio è destinato a decadere. La pronuncia della Cassazione mette dunque fine alla storia di uno dei casi amministrativi più discussi degli ultimi anni in città.
