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Classi pollaio ed esubero di 61 iscritti alla prima media dell’Isc Nardi, protestano le famiglie

“Siamo un gruppo di genitori di ragazzi che l’anno prossimo frequenteranno la classe Prima della Scuola secondaria di primo grado (ex scuola media) nel comune di Porto San Giorgio.

Volevamo esprimere il nostro dissenso e portare all’attenzione della comunità e delle Istituzioni cosa sta accadendo nella formazione delle classi prime medie dell’ISC Nardi di Porto San Giorgio per l’anno scolastico 2025/2026”. Comincia così la lettera di protesta delle famiglie che hanno iscritto i figli alla prima classe della media Nardi e che oggi si ritrovano classi pollaio da più di 27 alunni. In più alcuni studenti saranno costretti a scegliere altro Isc. Veniamo ai fatti.

“Dopo aver effettuato le iscrizioni telematiche (che è bene precisare scadevano il 10 febbraio u.s.) e ricevuto la mail di accettazione – scrivono le famiglie – tranquilli, sereni e pronti ad affrontare il nuovo anno con i nostri figli, ci vediamo recapitare (il 26 giugno scorso) una mail dall’ISC Nardi che ci informava che per l’indirizzo formativo scelto c’era un esubero di iscritti (61 iscritti per due classi) e che non era possibile richiedere l’attivazione, per quella sede, di un’altra classe; quindi “cortesemente” 7 famiglie si spostino volontariamente nel plesso di Borgo Roselli, dove allo stato non ci sono i numeri previsti dalla legge per poter formare una classe, altrimenti la scuola procederà “all’applicazione del Regolamento di Istituto su tali temi”.

Allarmati e confusi, alcuni di noi decidono di inviare subito una pec nella quale, dopo aver espresso le nostre titubanze sull’altissimo numero di iscritti per classe, chiedevamo un incontro col Dirigente scolastico per avere delucidazioni sulla faccenda.

Dopo soltanto 20 giorni, nella serata del 14 luglio, veniamo ricevuti dal Dirigente che, senza troppe risposte alle nostre domande, ci racconta la situazione per quella che è ovvero: almeno 7 famiglie devono spostare i loro figli (visto che non può essere fatto d’ufficio non essendoci, a quanto pare, nessun riferimento a dei criteri da utilizzare in queste ipotesi nel Regolamento di Istituto, e ciò diversamente da quanto paventato nella comunicazione del 26 giugno), e che comunque gli altri iscritti che resteranno nel plesso Nardi verranno divisi in due classi da 29 e 30 ragazzi. Se non ci sono altre disposizioni, questo è! Prendere o lasciare”.

Aspetti che hanno lasciato l’amaro in bocca ai genitori, soprattutto per la tempistica.

“Non potevamo essere avvertiti prima di questo esubero? – lamentano – Magari alcuni genitori avrebbero potuto valutare altre offerte formative, anche in altri Istituti scolastici fuori comune, scelta ad oggi preclusa dato che la maggior parte delle classi risultano già formate rendendo improbabili ulteriori inserimenti. Potevamo essere disposti persino a cambiare indirizzo didattico. Insomma se l’avessimo saputo prima, visto che le iscrizioni terminavano il 10 febbraio, avremmo avuto più possibilità di scelta ed essere anche più sereni nel valutarla.

Perché il problema non è tanto, o solo, trovare le 7 famose famiglie costrette “volontariamente” a spostarsi da nord a sud. Del resto, non tutti possono raggiungere agilmente l’altra sede e, questione fondamentale, la scelta effettuata a febbraio era stata sicuramente ragionata nel merito, valutando sia l’aspetto didattico sia le varie situazioni familiari e lavorative. Il problema reale e più importante è che ci saranno comunque classi “pollaio” da più di 27 ragazzi anche dopo un eventuale spostamento. Ed è questo il malcontento e la preoccupazione condivisa tra noi genitori.

E’ possibile assicurare, in queste condizioni, il diritto allo studio come previsto dalla nostra Costituzione? Ma davvero questi ragazzi sono soltanto numeri, che devono per forza seguire un percorso scolastico obbligatorio per legge, senza che siano assicurate loro le migliori condizioni di apprendimento? E poi, ci sono le aule adatte e sicure per accogliere tutti questi ragazzi, secondo normativa? Il corpo docente che ne pensa? Cosa significa, anche per loro, fare scuola e cercare di dare la propria professionalità ed esperienza nella formazione degli studenti di quell’età? Data la presenza di alunni con sostegno, si è tenuto conto delle indicazioni ministeriali sul numero massimo di studenti per classe, al fine di favorirne l’apprendimento e l’inclusione? Considerato che le situazioni era già nota dopo l’accoglimento delle domande di iscrizione, perché il Dirigente scolastico non è intervenuto in tempi opportuni, per effettuare ulteriori richieste all’Ufficio Scolastico visto che si sarebbero venute a creare classi così numerose? La dislocazione è avvenuta in base ad una scelta dell’ISC Nardi nell’ambito dei plessi territoriali, perché le comunicazioni e le richieste sono state inviate solo agli iscritti del plesso nord?

Sono tutte domande alle quali chiediamo risposte e sulle quali invitiamo tutti a riflettere.

Perché se siamo tra i primi a lamentarci e ad essere preoccupati della deriva dei giovani, dobbiamo però chiederci se stiamo dando loro tutto il necessario per essere, non soltanto dotti e future persone di successo, ma prima di tutto dei bravi cittadini”.