C’è una differenza enorme tra governare per i cittadini e governare sulla pelle dei cittadini. E purtroppo, con l’ultima manovra del governo Meloni, la scelta è chiarissima.
Aumenti sul gasolio — che non serve per fare il giro domenicale, ma per andare a lavorare. Aumenti sui pedaggi autostradali, mentre le strade diventano cantieri perenni e i disagi sono quotidiani. Aumenti sull’RC Auto, che non è un optional ma un obbligo di legge. Aumenti su luce e gas, beni primari, essenziali, indispensabili.
E intanto sulle pensioni tante promesse, zero fatti. La legge Fornero doveva essere abolita… è rimasta lì, intoccabile. Come sempre. Tutto ciò che non puoi scegliere, tutto ciò che devi usare per forza, tutto ciò che serve per vivere e lavorare…è aumentato, tassato, scaricato sulle spalle dei cittadini.
E sapete cosa non hanno avuto il coraggio di aumentare davvero? Le sigarette. Il gioco d’azzardo. I gratta e vinci. Il Superenalotto. Tutte cose non necessarie, tutte scelte personali. Ma lì no… lì si va piano. Perché? Perché lì lo Stato incassa tanto. Perché lì il gettito fa comodo. Perché col vizio si guadagna più che col lavoro. Questa doveva essere una manovra a misura di cittadino. Doveva essere una manovra per il bene comune. Doveva aiutare famiglie, lavoratori, imprese, artigiani, pensionati.
Invece è diventata l’ennesima manovra che spreme sempre gli stessi: chi lavora, chi produce, chi paga, chi non può scegliere. Questa non è politica per il bene comune. È politica che scarica il peso su chi già fatica. E poi pretende pure gli applausi. Io non applaudo. Io contesto. Io denuncio. Io sto dalla parte di chi ogni mese fa i conti fino all’ultimo euro. Perché governare dovrebbe significare proteggere i cittadini, non metterli sempre più in difficoltà.
Stefano Cencetti
Coordinatore di Cuore Sangiorgese